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Sport, genere e diritti umani: la Svizzera deve garantire un processo equo

Pubblicato: 09.07.2025 / Modificato: 17.03.2026
Il caso «Caster Semenya contro la Svizzera» solleva la questione se sia lecito imporre a un'atleta nata femmina di ridurre il proprio livello naturale di testosterone per poter partecipare a competizioni femminili. Il caso pone quindi questioni fondamentali sul rapporto tra genere e sport, in particolare sul trattamento di persone che presentano caratteristiche intersessuali. La Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) ha inoltre esaminato questioni procedurali. Nel luglio 2025, la Grande Camera della Corte EDU ha anch’essa condannato la Svizzera, riscontrando una violazione del diritto di Caster Semenya a un processo equo (art. 6 CEDU).

Il caso Caster Semenya in grandi linee

All’origine della procedura vi è un contenzioso tra Caster Semenya, mezzofondista sudafricana, e la federazione internazionale di atletica leggera World Athletics. La vicenda è stata sottoposta all'esame del Tribunale arbitrale dello sport (TAS/CAS), un tribunale arbitrale con sede a Losanna. Da qui il legame con la Svizzera.

Caster Semenya ha contestato presso questo tribunale, un regolamento che obbliga donne atletǝ con un livello naturalmente elevato di testosterone a ridurlo tramite un trattamento farmacologico. Questo regolamento è denominato «Eligibility Regulations for the Female Classification (Athletes with Differences of Sex Development)», o in breve «regolamento DSD».

Caster Semenya si è rifiutata di sottoporsi a tale trattamento. Di conseguenza, a partire dal 2019 le è stato vietato di partecipare a competizioni internazionali. L’atleta ha quindi portato il proprio caso davanti al Tribunale arbitrale dello sport, il quale si è pronunciato a favore della federazione World Athletics. In seguito, l’atleta ha presentato ricorso al Tribunale federale, ma anche davanti a quest’ultimo, Semenya ha ottenuto un esito negativo.

Semenya ha quindi sottoposto il caso alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU). Nel 2023, la Corte ha stabilito che la Svizzera aveva violato diversi diritti umani dell'atleta, in particolare il diritto a non subire discriminazioni in base al genere e il diritto a un ricorso effettivo. La Svizzera ha quindi deferito il caso alla Grande Camera della Corte. Nella sua decisione definitiva, quest’ultima ha riconosciuto che la Svizzera ha violato il diritto ad un processo equo.

Domande e risposte sul caso Caster Semenya

Il percorso giuridico di Caster Semenya

Una procedura che riguarda anche i diritti umani

  1. Vedi in particolare p. 8 di Amnesty International Reports, il quale si riferisce all’articolo seguente: Karkazis, Katrina and Rebecca M. Jordan-Young. "The Powers of Testosterone: Obscuring Race and Regional Bias in the Regulation of Women Athletes." Feminist Formations, vol. 30 no. 2, 2018, p. 1-39. Project MUSE, https://dx.doi.org/10.1353/ff.2018.0017. Vedi inoltre Third Party Intervention by the Human Rights Centre of Ghent University.

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